Esplorando la costa albanese

Spiagge stupende e suggestivi villaggi abbandonati attendono chi si mette in viaggio per esplorare la costa albanese. Un viaggio tra le cittadine di Himarë, Gjipe, Vuno e Jalë, Porto Palermo, Borsh e Qeparo

La nostra base di partenza per esplorare l’Albania è stata Himarë: quella piccola cittadina ci piaceva così tanto che dopo il primo rilassante pomeriggio sulla sua spiaggia abbiamo deciso di cambiare il nostro piano originale decidendo di evitare l’area molto più turistica di Sarandë per restare lì per ben 4 notti delle 13 passate in Albania. Naturalmente non abbiamo passato tutto il tempo sulle spiagge di Himarë – anche se Silvia lo avrebbe desiderato tantissimo- ma abbiamo esplorato sia la parte nord della costa albanese (Gjipe, Vuno e Jalë) e anche la parte meridionale (Porto Palermo, Borsh e Qeparo).
La prima cosa che ho potuto notare della costa albanese è stata la miriade di bunker abbandonati dall’era di Enver Hoxa: il vecchio dittatore albanese era così ossessionato dalla paura di un’invasione militare che aveva deciso di ricoprire letteralmente l’intero paese di bunker. Ora essi guardano la costa e le campagne come un esercito di sgangherati coleotteri.

Un’altra splendida particolarità, caratteristica della costa albanese (e che a parer mio è il segreto della sua bellezza) sono le sue montagne che scendono molto vicine al mare. Talvolta queste tondeggianti e sensuali colline si immergono direttamente nelle acque marine dimenticando di lasciare un po’ di spazio per una spiaggia; ma quando se ne ricordano, si possono individuare delle strette spiagge annidate tra gli scogli.

Il lato negativo di questo meraviglioso paesaggio è che per raggiungere le spiagge più vicine si è costretti a guidare in mezzo alle montagne e poi di nuovo giù verso il mare, il che contribuisce alla pessima reputazione delle strade albanesi. Se non altro, l’ampia statale che corre vicino alla costa è asfaltata, cosa che non si può dire di tutte le strade albanesi!

Molte delle belle cittadine lungo la costa sono piene di enormi edifici moderni: alcuni sono stati completati, ma la maggior parte hanno giusto uno o due piani abitabili mentre il resto della struttura è aperta come una specie di moderna palafitta.
riviera albanese
Se si esplora bene la zona si possono trovare altri piccoli villaggi costruiti in pietra, con le porte blu e un vigneto in ogni portico. Oppure ci si può ritrovare in uno dei villaggi abbandonati durante il grande esodo degli anni Novanta. Queste città fantasma sono state la scoperta più straordinaria del nostro viaggio lungo la costa albanese. Mi è davvero piaciuto vagare in mezzo alle strette vie acciottolate, circondate dalla potente immagine delle rovine moderne e degli edifici abbandonati dove la natura si sta riprendendo il suo spazio ristabilendo la sua supremazia sul pianeta.

La riviera albanese è anche molto selvaggia e popolata da molte specie di animali: viaggiando lungo la strada Statale 8 abbiamo incontrato asini, mucche, tartarughe, rane, pecore, cani, cinghiali, capre e molti altri animali.

Himarë

Himarë ha due splendide baie, alcuni resorts, ristoranti e piccoli negozi di fronte al mare, ma la sua vera gemma è l’antica città fantasma sulla cima della collina, dove si possono ammirare assieme a stupende case in pietra abbandonate anche le rovine del castello di Himarë, che, con una storia di duemila anni, mostra un passato in cui la città era un importante centro della costa ionica. Abbiamo visitato il maniero al tramonto e la vista da lassù, sia verso la baia sia verso le montagne circostanti è davvero magica.

Gjipe

Gjipe è praticamente il più bel segreto della costa albanese. Forse questo segreto è semplicemente dovuto al fatto che per raggiungerla ci vogliono 30 minuti di cammino sotto il sole su un sentiero di terra rossa lungo 1,5 km, che scende giù per le montagne (da risalire più tardi ovviamente). Si sa che posso essere atletica come il materassino gonfiabile che stavamo portando con noi in spiaggia in quella calda giornata di sole, ma Gjipe resta comunque la mia spiaggia preferita della riviera albanese per la sua atmosfera selvaggia, semplice e alternativa; per la sua acqua pulita e color smeraldo e per la sua posizione magnifica: incastonata tra le scogliere rocciose il cui colore varia dal rosso al grigio e al nero, punteggiato dal verde degli arbusti.

Vuno

Vuno è uno splendido villaggio con le caratteristiche case in pietra lungo la gloriosa strada numero 8. Non ha una sua spiaggia e si trova nelle montagne tra le spiaggie di Gjipe e Jalë. Ci siamo fermate lì per una torta salata, chiamata byrek, che è arrivata con una insalata con i pomodori così fresca e gustosa che stiamo ancora sognandola! Quello che mi è piaciuto di Vuno è rimasta autentica, preservando il suo stile di vita com’era una volta con asini, carretti e case tradizionali con la loro vigna. Non è strano che anche il gusto dei pomodori fosse molto autentico!

Jalë

Jalë è una spiaggia equipaggiata con ristoranti, bar e pure un camping; ma dove ancora si può godere di una atmosfera rilassata. Quando siamo arrivati a Jalë il cielo era già nuvoloso e la temperatura stava scendendo: era troppo freddo per nuotare, quindi abbiamo preso una birra ad un bar sulla spiaggia e abbiamo letto un libro attendendo il tramonto. Penso di non aver goduto al meglio la spiaggia di Jalë, ma forse è stato meglio così: un giorno nuvoloso di settembre è comunque riuscito a soddisfare i miei gusti.

Porto Palermo

Un’altra spiaggia che mi è davvero piaciuta molto è Porto Palermo, una piccola penisola sormontata da una roccaforte costruita da Ali Pasha durante il 19esimo secolo. Esso era anche servito come base per sottomarini sovietici durante l’era comunista. Mentre pioveva, ci siamo riparate nella roccaforte e abbiamo passeggiato attorno ai vicoli bui fino a quando abbiamo raggiunto la terrazza panoramica sulla sommità. Dall’altra parte della penisola, si trova invece la piccola chiesa di San Nicola, edificata da Ali Pasha nel 1818 in onore di sua moglie. Anche se la piccola spiaggia è circondata dalla natura selvaggia, ho trovato un’atmosfera urbana che mi è molto piaciuta: non solo per i magazzini abbandonati, ma anche per le belle rovine moderne e perchè a Porto Parlermo ho trovato gli unici graffiti dell’intero mio viaggio.

Borsh

Borsh è una lunga spiaggia bianca, perfetta per chi ha voglia di annoiarsi facendo il bagno o per chi preferisce- come me- una lunga camminata sul lungomare. Il mare è blu e l’acqua limpida e calda. Quando siamo arrivati lì la prima settimana di settembre, i resorts erano chiusi essendo già finita la stagione estiva. Gli ombrelloni e i tavolini erano già stati messi via; grandi camion venivano a raccogliere le sedie sdraio, le piante e altra roba e persino le mucche davano una mano a ripulire tutto.

Qeparo

Qeparo è una spiaggia di ciottoli con una soffice e sabbiosa sorpresa se si entra in acqua: un gran refrigerio per i piedi tartassati per 4 giorni dalle spiagge albanesi! Ma Qeparo non è solo una spiaggia rilassante: quel che più mi è piaciuto è stata la visita al vecchio paese di Qeparo, oggi un villaggio fantasma con stretti vicoli acciottolati e con le case in pietra abbandonate ed in rovina. Il villaggio è situato sulla cima della collina e anche, se la strada per arrivarci è stata tra le più spaventose che abbiamo percorso durante il viaggio, la vista da Qeparo sulla baia e la bellezza del paese abbandonato ci hanno ripagato di ogni fatica.

Abbiamo passato la nostra ultima sera a Himarë sorseggiando una birra Korça sulla spiaggia in attesa del tramonto. La nostra esplorazione della riviera albanese è arrivata ad una conclusione, ma la strada è andata avanti e il giorno dopo siamo partite per iniziare un’avventura per le campagne dell’interno… Ma questa è un’altra storia! (coming soon)

COME ARRIVARE

La costa albanese corre lungo la strada statale numero 8. Se si arriva da nord, guiderete attraverso la maestosa foresta di pini del Parco Nazionale di Llogara, raggiungendo il passo di Llogara a 2018 m.s.l.d.m., successivamente scenderete verso la costa attraverso una delle strade più panoramiche che io abbia mai visto: non avrei potuto immaginare un miglior modo per iniziare il mio viaggio in Albania.

DOVE SOGGIORNARE

Siamo stati al Rondo’s Hotel nella cittadina di Himarë in una confortevole stanza con vista mare. Se però preferite un posto maggiormente immerso nella natura, potreste andare all’eco-tourism village Agavia a Porto Palermo. Ho solo visto i suoi bungalow dall’esterno, ma mi sono sembrati molto carini. Comunque lungo la costa albanese è pieno di spiagge dove è possibile fare free camping. Sono sicura possiate trovare il vostro posto ideale!

DOVE MANGIARE

La nostra cena preferita l’abbiamo fatta su una panchina di legno all’Himarë Camping, con un sottofondo di musica reggae e circondate da molte luci colorate. Nel giardino del campeggio abbiamo trovato una atmosfera molto speciale ed è stato bello chiacchierare con il proprietario del locale a proposito della storia e della bellezza della loro città vecchia.

Il Red Indian Rock Cafè di Himarë è davvero un bel posto: noi abbiamo mangiato un barbecue e una insalata verde con del formaggio fresco. Il proprietario è molto sullo stile Harley Davidson, ma i suoi occhi sono i più dolci della terra: ci ha preparato una cena gustosissima sotto le luci colorate appesa tra gli ulivi.

Abbiamo anche adorato i byrek (chi non li adora del resto?) specialmente nel piccolo ristorante sulla via principale di Vuno (che avete già sentito nominare per il nostro gustoso pranzo a base di pomodori) e in un panificio alla congiunzione tra la statale n.8 e la strada per la spiaggia di Qeparo (dove abbiamo assaggiato il tradizionale burro mentre chiacchieravamo con un albanese che vive in Italia, fiero di poterci raccontare qualcosa sulla sua terra nativa)

Giulia Riva / www.balcanicaucaso.org

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